Solidarietà alla lotta TIM

SOLIDARIETA' ALLA LOTTA
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI
TIM!

 Il Fronte di lotta No Austerity appoggia e sostiene attivamente la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori TIM che da ottobre hanno lanciato un movimento autoconvocato denominato delle “giubbe rosse” (dal vestiario in dotazione ai tecnici TIM) e stanno organizzando una serie di iniziative in tutta Italia che coinvolgono tutto il settore delle telecomunicazioni e dei call center per rispedire al mittente le proposte di contrattazione aziendale e la politica dei tagli imposta dai nuovi vertici aziendali.

Nonostante i ricavi in crescita (+1% nel 2015, fonte ASSTEL), che dimostrano la ripresa del settore TLC, il 6 di ottobre l'azienda ha consegnato a RSU e OO.SS. la lettera di disdetta dei contratti integrativi del 14 e 15 maggio 2008 con efficacia dal 31/01/2017 e una disastrosa proposta di rinnovo della contrattazione di secondo livello.

E' evidente che una delle maggiori aziende italiane (50 mila dipendenti), dopo anni di subdola speculazione sulla pelle dei lavoratori (in 30 mila sono con contratto di solidarietà da 6 anni) stia tentando, con il ricatto della salvaguardia dei livelli occupazionali,  di sferrare uno degli attacchi più pesanti, che porterà a far ricadere la riduzione dei costi per 1,6 miliardi di euro totalmente sul costo del lavoro e della produzione.

L'introduzione prepotente del Jobs Act con il demansionamento fino a 2 livelli e controllo a distanza individuale, il mancato pagamento del premio di produzione, la riduzione dei buoni pasto per i part-time, lo staordinario obbligatorio e non pagato (recupero ore extra scelte dall'azienda), il blocco degli scatti di anzianità, la riduzione di 2 giorni di ferie, l'introduzione dell'abominevole concetto di prestazione effettiva dell'orario settimanale e flessibilità dell'orario di lavoro giornaliero (minimo 5, massimo 10 ore) nonché la programmazione dei permessi a ore usufruibili per motivi familiari e personali pena contestazioni di insubordinazione e rischio licenziamento sono solo alcune delle pesanti proposte dei vertici TIM che devono essere assolutamente rigettate in quanto, oltre a rappresentare uno dei più gravi tentativi di smantellamento dei diritti e della qualità della vita dei lavoratori, aprirebbero certamente la strada ad un processo di emulazione di tutto l'apparato produttivo nazionale.

Il Fronte di lotta No Austerity, oltre a portare la propria solidarietà in tutte le iniziative che si sono susseguite dal 6 ottobre, invita e sostiene le lavoratrici e i lavoratori TIM a unire le proprie lotte con gli altri lavoratori del settore TLC (sono a rischio migliaia di posti di lavoro in Almaviva, Qè, Gepin, Ericsson ecc..) e di tutti i settori che si stanno ribellando agli accordi tra padroni e burocrazie sindacali.

Appello alle lavoratrici ed ai lavoratori a proseguire nel percorso di mobilitazione unitario e promuovere comitati di lotta contro i pesanti attacchi padronali.