Resoconto iniziativa 20 settembre a Roma

Resoconto iniziativa 20 settembre a Roma all’Assessorato alle Politiche Sociali e servizi alla Personale di Roma Capitale Promosso dal RAGGRUPPAMENTO OPERATORI E OPERATRICI SOCIALI IN LOTTA
(con il sostegno di Cobas, Cub, Usi, Usicons e A.L.A.)

 

Comunicato per affissione (art. 25 SL, artt. 1 e 14 Legge 300/1970), pubblicazione e divulgazione

 

Si è svolto il 20 settembre 2016, il presidio assemblea promosso dal RAGGRUPPAMENTO OPERATRICI-OPERATORI SOCIALI IN LOTTA (con il sostegno di Cobas, Rsa Usi, Cub, Usicons e A.L.A.), presso l’Assessorato alla Persona,e Politiche Sociali di ROMA CAPITALE, a viale Manzoni 16. Un presidio partecipato e combattivo, che dalle 14 alle 18 ha sensibilizzato le persone, collegato diverse situazioni lavorative e servizi nella vasta serie di servizi, attività, progetti del c.d. “terzo settore”.

Condizioni salariali, ritardi nei pagamenti di retribuzioni e stipendi, tagli di ore da servizi (come per l’assistenza ad alunni-e con disabilità tramite gli A.E.C. Assistenti Educativi Culturali, oltre 900 nei XV municipi della Capitale d’Italia soci o dipendenti di cooperative sociali accreditate, su un servizio quasi totalmente esternalizzato), riduzioni e spezzettamenti di attività per l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili, la protesta e la contestazione su bandi di gara di appalto, che nella “legalità formale” del nuovo codice degli appalti, mette tanti posti di lavoro a rischio e abbassa la stessa qualità dei servizi sociali, assistenziali, educativi (anche molti asili nido in convenzione e in concessione, sono gestiti da cooperative sociali, onlus, enti del 3° settore e non sono  più gestiti direttamente dal Comune, con proprio personale) alla cittadinanza.

Dopo aver presentato e spiegato con diversi documenti, fatto interventi in alcune Commissioni Consiliari Permanenti (Scuola, Politiche Sociali, Bilancio) di fine agosto, in assenza di una risposta certa, chiara, di interventi che programmino e pianifichino gli interventi, uscendo dalla solita prassi “emergenziale” nella quale sta ricadendo anche la Giunta Raggi e la stessa Assemblea Capitolina, su spinta di diverse rappresentanze sindacali aziendali (di Usi, di Cub) e del raggruppamento cittadino attivo da oltre 6 anni in città, si sono rotti gli indugi e si è promosso questa iniziativa, anche per sollecitare l’apertura di un percorso di confronto con l’Assessorato, finora rimasto latente e dare un forte e combattivo sostegno alla lotta, sfociata in forma estesa in questi giorni, di lavoratori e lavoratrici delle portinerie delle 4 Case di Riposo e strutture per anziani di Roma Capitale, con gara e nuovo appalto che mette a rischio 24 persone (che non sarebbero più considerate “operatori sociali” addetti alle portinerie, ma appunto portinai con diverso CCNL quello dei servizi fiduciari e di vigilanza non armata, con un taglio del 50% del salario e un orario di lavoro più lungo…dal 22 settembre stanno occupando, in sciopero indetto da Cub Sanità e con adesione di Usi, l’ingresso e l’atrio della Casa di Riposo Roma 3), nonché dei diversi settori e servizi (Centri Diurni Alzheimer, SPRAR, Case Famiglia, servizi di assistenza a disabili SAISH, anziani SAISA, minori SISMIF, AEC nelle scuole e asili nido…) a rischio, oltre alle situazioni relative ai servizi e progetti di inclusione sociale (per rom, sinti, camminanti…con servizi chiusi come scolarizzazione rom, con bandi di gara in corso con uno stravolgimento della funzione sperimentata in oltre 20 anni di intervento…anche qui cercando di trasformare lavoratrici e lavoratori in…vigilanza non armata e in guardiani…), di servizi sociali e del settore delle farmacie dell’Azienda Speciale Comunale Farmacap, soggetta ad attacchi e tendenze finalizzate alla dismissione aziendale, alla privatizzazione e alla campagna diffamatoria, specie a lavoratrici e lavoratori.

Una delegazione è  stata formata e ha avuto un lungo incontro con la Direttora del Dipartimento Pol. Sociali e Servizi alla Persona e con un responsabile della segreteria e ufficio di staff dell’Assessorato, dove sono state illustrate le questioni comuni cittadine (non trascurando l’aspetto dell’applicazione delle norme su salute e sicurezza) e di molte situazioni oggetto della piattaforma elaborata dal raggruppamento e dalle Rsa che ne sono l’ossatura vitale nei posti di lavoro. La delegazione, ha esposto congiuntamente l’esigenza di approfondire le varie situazioni esposte e le proposte illustrate, con incontro con l’Assessora Baldassarre, anche per eliminare alcuni disagi sul “corretto rapporto” con lavoratrici e lavoratori autorganizzate-i, percorso diverso dai sindacati e dai sindacalisti “di apparato”.

Si è anche accennato, negli interventi della delegazione di lavoratori e lavoratrici,con possibilità di confronto ulteriore, l’opzione di verifica sull’internalizzazione di alcuni servizi e attività (anche su costi/benefici), così come sui vari aspetti relativi ad Aec (mansionario unico e mense), assistenti domiciliari, di chi lavora in Case di Riposo (portinerie e personale di assistenza) o in Centri Diurni, alla Farmacap come nei servizi di unità mobile…   

Nel corso dell’iniziativa, si sono ricordati gli ultimi morti sul lavoro (operaio dell’appalto di manutenzione dell’ILVA di Taranto, dell’operaio di appalto dell’ATAC e dell’operaio egiziano ucciso nel corso di un picchetto a Piacenza) e si è espressa solidarietà ai lavoratori e lavoratrici dei canili comunali, al 20 settembre al 140° giorno di autogestione produttiva del canile di Muratella e anche loro a rischio di ricollocazione per un appalto a costi super ribassati e condizioni penalizzanti) e ai 5 operai licenziati per “reato di opinione” da F.C.A.

Si sono succeduti diversi interventi di lavoratrici e lavoratori di varie situazioni, che hanno anche rappresentato le condizioni di lavoro e la continua condizione di precarietà lavorativa, in un sistema di appalti e affidamenti troppo soggetto alle regole formali ma non alla valutazione sostanziale del lavoro nei servizi sociali, all’applicazione parziale delle clausole di salvaguardia occupazionale e lavorativa (spesso con il rischio di innescare odiose “guerre tra poveri” nei cambi di gestione), al costante ritardo nei pagamenti di stipendi e retribuzioni, all’ombra scura del “sistema di mafia capitale” che aleggia ancora in questi servizi, dove solo a Roma lavorano circa diecimila persone (oltre ai 5-6 mila che operano nei servizi sanitari esternalizzati), con una frammentazione di appalti, convenzioni, affidamenti con meccanismi formalmente rispettosi del “codice degli appalti”, ma in contrasto nella loro effettività con le caratteristiche del lavoro e della qualità di servizi sociali e assistenziali-educativi. Un SOCIAL CORNER che sta diventando una caratteristica usata anche da altri settori e in altri ambiti, dopo quelle attivate nel 2014 con lo “sciopero sociale”, come la “pratica laboratoriale”, patrimonio del sapere e della pratica di operatrici-operatori sociali in lotta.

Alle ore 18 il presidio ha avuto termine, con l’impegno di proseguire il sostegno alle varie lotte e vertenze in corso, sostenendo le strutture sindacali e le Rsa combattive e alternative alla mera “concertazione”, di sviluppare il collegamento tra le varie situazioni e in modo partecipato, solidale e dal basso, nonché a ritornare di nuovo nelle piazze, per proseguire la lunga lotta di resistenza a chi, in nome di propri interessi, sta proseguendo nello smantellamento, liberalizzazione, privatizzazione e dequalificazione dei servizi alla cittadinanza svantaggiata e alle loro famiglie, anche nel caso di nuova mancata risposta al confronto richiesto direttamente all’Assessora Baldassarre e per la parte consiliare, alla richiesta di audizione alla C.C.P. Politiche Sociali, sul terreno della proposta e delle modifiche richieste a delibere delle passate Giunte, rimaste ancora in vigore…”formalmente”…

LA LOTTA PROSEGUE,  COME CONTINUA LA SOLIDARIETA’ A CHI STA LOTTANDO PER I PROPRI DIRITTI, PER LA PROPRIA DIGNITA’ DI LAVORATRICI E LAVORATORI, PER SALARI REGOLARI, PER LA QUALITA’ DEL LAVORO NEL 3° SETTORE E NEI SERVIZI PUBBLICI, anche se a gestione “esternalizzata”, per contrastare il “SISTEMA DI MAFIA CAPITALE” e SUPERARE IL MERO “FORMALISMO LEGALITARIO” negli appalti, che spesso PENALIZZA IL DATO SOSTANZIALE E QUALITATIVO della PIENA TUTELA LAVORATIVA E SALARIALE. 

 

Raggruppamento OPERATRICI-OPERATORI SOCIALI IN LOTTA di Roma

25 settembre 2016