Libertà per Salvo Di Maggio

Roma, 10 Luglio 2016 

LIBERTA’ PER SALVO DI MAGGIO, LA NOSTRA LOTTA CONTRO IL “SISTEMA DI MAFIA CAPITALE” CONTINUA…

L’11 luglio il Tribunale del riesame (il c.d. tribunale della Libertà) valuterà la situazione di Salvo Di Maggio, Presidente di operativa sociale e operatore sociale, da molti anni impegnato in favore dei soggetti più deboli, nel mondo del terzo settore e della cooperazione in un difficile percorso non di solo assistenzialismo, ma di interventi concreti per garantire diritti, dignità a tante persone e famiglie disagiate, ai giovani soggetti alla penalizzazione nella loro vita quotidiana,  da  pregiudizi e luoghi comuni di intolleranza, per il pieno diritto di cittadinanza, contrastando l’insufficienza di percorsi di inserimento sociale e lavorativo di quelle minoranze etniche riconosciute dalla stessa Unione Europea come fasce deboli del mercato del lavoro. Così come per molti lavoratori e lavoratrici, l’uscita dalla precarietà e la costruzione di processi formativi e occupazionali stabili e coerenti con la funzione di cooperative sociali e genuine, dove ha profuso la sua esperienza, competenza, correttezza e onestà, schierato dalla parte giusta, contro gli effetti distorti e illeciti che hanno ormai contaminato il sistema degli appalti e lo stesso movimento cooperativo.

L’indagine sulla gestione dei campi Rom, ha portato nei giorni scorsi all’arresto tra gli altri  di Salvo Di Maggio.

La notizia, inaspettata, ha sorpreso e colpito tutti noi che lo abbiamo conosciuto e lo abbiamo avuto come controparte datoriale corretta e professionale, come alcuni tra noi lo hanno incontrato, negli anni ‘80 da giovane  e combattivo studente universitario alla Sapienza, successivamente da operatore sociale, prima ancora che da responsabile di cooperativa e di consorzi di strutture del terzo settore, che tanto si son battute, come noi pur nelle differenti funzioni e ruoli, contro “mafia capitale” e i suoi effetti dannosi, penalizzanti ai diritti e bisogni collettivi.

In questa circostanza, auspichiamo  piena fiducia nell’operato della Magistratura, alla quale però chiediamo un impegno a chiarire al più presto fatti e vicende che al momento e dalle notizie apparse sulla stampa non paiono tali da giustificare un provvedimento di privazione della libertà personale, perseguendo con il giusto rigore chi si è reso responsabile di reati, senza però criminalizzare un intero settore, distruggendo, come le ruspe al campo di Salone, tutto il lavoro costruttivo e positivo fatto, i risultati raggiunti da quegli operatori e operatrici che hanno saputo intervenire con competenza ed onestà.

Siamo vicini a Salvo, alla sua famiglia, ai suoi compagni e colleghi di lavoro, in questo momento  difficile, convinti che la sua posizione giudiziaria si possa chiarire, che si possa dimostrare la sua estraneità ai tanti, troppi episodi di corruzione, malaffare, turbative di aste e appalti pubblici, interessi privati in atti di ufficio, omissioni e interessi illeciti, che stanno caratterizzando in questi ultimi anni, molti servizi sociali a Roma Capitale e il sistema degli appalti pubblici.

La nostra LOTTA CONTRO IL “SISTEMA DI  MAFIA CAPITALE” PROSEGUE, LA RESISTENZA AI PROCESSI DI SVILUPPO DEL “MERCATO” SUI SERVIZI SOCIALI E PUBBLICI CONTINUA. LIBERTA’ PER SALVO DI MAGGIO, PRENDIAMO I VERI RESPONSABILI E I MANDANTI DI TALI ATTIVITA’ CRIMINALI, LIBERIAMO LA CITTA’ DI ROMA DALLA MAFIA.

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