A FAZ DA PAR ME!

La Venerdì 25 marzo 2016

c/o Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito)

via della lontra, 40 Rimini

 

Programma:

ORE 19.00 Mercatino con i produttori locali - vieni a fare la spesa!

ORE 20.00 Cena a cura di Tabula Rasa

ORE 21.00 Presentazione e proiezione del documentario MATTI A COTTIMO*

Saranno presenti gli autori

A seguire chiaccherata con l'Ass.ne GattoRosso GattoNero e USI (Unione Sindacale Italiana) contro i soprusi del potere sanitario e -psichiatrico e per la difesa dei diritti, ¬della diversità, dell’autonomia e dell'autogestione.

 

 

INGRESSO LIBERO

Per tutta la serata saranno presenti i banchetti dei produttori locali che aderiscono al manifesto di "A FAZ DA PAR ME" per la costruzione di un mercato di prodotti biologici autocertificati. Vieni a fare la spesa! Ogni ultimo venerdì del mese troverai tanti prodotti genuini, banchetti dell’artigianato e dell’usato, la cena vegan e iniziative con momenti di riflessione e di intrattenimento.

IL DOCUMENTARIO VERRÀ PROIETTATO ANCHE:

GIOVEDI 24 @ SPAZIO LIBERTARIO SOLE&BALENO Cesena

SABATO 26 @ C.S.A. SPARTACO Ravenna

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MATTI A Cottimo. Strategie di sopravvivenza

Nel 2011 abbiamo cominciato ad incontrarci: matti solitari e dispersi, diagnosticati tali dalla psichiatria oppure senza diagnosi apparente. Persone ritenute normali che si riconoscono un disagio della mente e folli che cercano soltanto un po' di normalità.

Chi sono i matti? Cosa fanno i matti? Come sopravvivono?

Ho visto cose che voi sani non potete neppure immaginare.

Ho visto matti in fase maniacale svuotare intere cantine in poche ore e depressi rannicchiarsi nel letto incapaci persino di mangiare. Ho visto il delirio diffondersi nelle strade. Ho visto gente che nonostante le voci nella testa, le paranoie, la tristezza, le visioni, le allucinazioni, i deliri, è ancora in grado di scrivere poesia, di recitare, di costruire, di vendere, di coltivare la terra.

Ho visto fiumi di folli che scendono per le strade della città, che dichiarano apertamente la loro diversità senza vergogna, che ne fanno un valore aggiunto. Che lottano ogni giorno per sopravvivere. Come tutti noi ogni giorno lottiamo per sopravvivere.

MATTI a Cottimo è un portale che organizza e mette in vetrina le competenze di persone accomunate da diverse forme di “vicinanza” all'ambiente psichiatrico.

Persone accomunate da un forte senso di esclusione dal sistema produttivo e dal mercato del lavoro, persone che hanno bisogno di vivere senza dover necessariamente nascondere il proprio disagio.

Matti a cottimo sostiene il diritto al lavoro ma anche il diritto a delirare.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/481670998687826/

 

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“Fai da te” nell’autogoverno del disagio

Contro i soprusi del potere sanitario e psichiatrico per la difesa dei diritti, della diversità, dell’autonomia e della autogestione. Lottare, organizzare rivendicare spazi  e risorse proprie . Alcuni esempi di battaglie su cui confrontarsi per preparare una assemblea pubblica deliberante.

Costituzione di “Case del rifugiato” (sull’esempio del Stenbockhotell di Goteborg o della Casa del rifugiato di Berlino) autogestite da associazioni in difesa dei diritti dei cittadini e pazienti ex- pazienti psichiatrici in cui potere passare periodi di emergenza evitando il rischio di interventi psichiatrici obbligatori.

Ottenere in forma associata e direttamente le opportunità e risorse economiche necessarie per la autonomia abitativa e lavorativa.  Basta con quelle finte cooperative, di terzo settore che assorbono risorse pubbliche  senza creare autonomia ma dipendenza e controllo quando non addirittura dei lagher (vedi residenza anziani Parma). La valutazione delle “associazioni utenti” deve essere vincolante.

Preparare la lotta per la “Assegnazione indiretta” che in realtà significa l’esatto contrario ovvero che le persone invalide gravi che a casa hanno bisogno di assistenza  debbano essere libere di accedere alle risorse per avere aiuto da chi vogliono e non da chi decide la politica di gestione dei servizi sociali. Dove è stata conquistata in seguito a battaglie anche legali questa opportunità dà una diminuzione di spesa di risorsa pubblica e la persona  assistita può scegliere chi avere vicino .

“Osservatorio e coordinamento” delle varie realtà interessate per tutelare la  “salvaguardia dei diritti”  alla cura della persona  esso è necessario partendo dal monitoraggio del territorio in cui siamo.

Ci piace pensare che venga inaugurata questa volontà, questa  scommessa per cui valga “Non la pena” ma il godimento a vivere.

 

Le riflessioni che hanno portato a queste conclusioni sono le seguenti:

Gestire uomini e risorse nell’interesse e per il bene di tutti. Questa è ovunque la proclamata “missione” di chi governa, sia esso chiesa, stato, esercito, ma anche partito, servizi psichiatrici, servizi di gestione del monopolio acqua o di quelli della “assistenza domiciliare”. E’ un modo che (come ci ricordava  Foucault) caratterizza anche le relazioni tra le persone nelle famiglie o nella vita civile; al suo estremo essere servi o padroni ma anche parlare il linguaggio corrente certamente non è empatico e solidale.

 In realtà il potere non può che fare sempre prima di tutto i propri  interessi di bilancio e questo lo riscontriamo anche rapportandoci con i servizi sanitari e sociali. Accomuna tutti i governanti spesso un portamento sicuro e giudicante, una “natura” (meglio dire “snatura”) antica  quella delle relazioni tra pastore e  gregge ( periodicamente tosato e non di rado  macellato socialmente o nelle guerre). 

Quindi le battaglie che si fanno non possono che essere tese alla autonomia e non alla “finta partecipazione attiva” tesa solo a convalidare la gestione dei cittadini come gregge

Certo i cambiamenti e piccole rivoluzioni ci sono state perché c’erano persone vive che hanno lottato anche dentro ai manicomi per la loro demolizione. Eppure nonostante  battaglie, storiche e chiusure di strutture manicomiali e paramanicomiali  la stessa logica si espande sotto altre vesti e ci troviamo a subire  quotidianamente il controllo sociale di chi governa. L ’unica conclusione che se ne può trarre è che il problema è il potere (come ci ricorda anche Giorgio Antonucci).

La società in cui viviamo è spesso più simile a un produttivo  allevamento di uomini che non a un patto sociale democratico per la messa in comune di opportunità e benessere per tutti  gli uguali.

Cosa è possibile fare in tutto questo, al di là che abbiamo già (si spera) convenuto essere tutti simili a meteoriti cascate in un mondo di prepotenza in cui non ci riconosciamo? Come concretizzare con piacere la fragile relazione tra pari?

Come difendersi dal subire individualmente? Condividendo problemi e successi del “noi”! E’ una necessità e rivoluzione quotidiana che non aspetta i “soli dell’avvenire”.  La autonomia e libertà di gestire la propria vita crea benessere  e  salute, significa essere indipendenti e liberi nelle relazioni. Questo vale per i problemi relazionali  come per quelli fisici e motori. 

Il “Fai da te nell’autogoverno del disagio ” deve potere avere energia. Non si tratta di creare (un irrealizzabile) nuovo potere che si specializzi e risolva per conto di altri. E’ indispensabile sapere riconoscere e curare  un seppur fragile ma endorfinico legame chimico; “la molecola tra elementi  di individui liberi “.  Quando funziona, perché risolve e dà piacere può espandersi come materia di successo per la autonomia e la emancipazione.  I nostri ricordi si possono mescolare con arte liberatoria.

  

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