NO all'elemosina!

IL REFERENDUM SUL NUOVO CCDI DI ROMA CAPITALE da RSU USI Roma Capitale

Nota introduttiva

Al personale capitolino viene chiesto di votare SI o NO alla pre-intesa sul nuovo contratto. Diciamo subito che, diversamente da quanto viene affermato dalle OO.SS. che invitano a votare SI, l'eventuale bocciatura di questo accordo non significa affatto "accettare" l'atto unilaterale della Giunta Marino dell' 01/08/2014, bensì essere consapevoli che i "miglioramenti" ottenuti con le lunghe trattative di questi mesi sono in realtà marginali e non hanno intaccato i pessimi fondamenti di quel contratto imposto. Per questo, il NO significa il netto rifiuto della "prima versione", ma anche la profonda insoddisfazione per la "seconda versione" (quella della pre-intesa firmata all'inizio di febbraio da alcune OO.SS.) del CCDI di Roma Capitale. Ma vediamo insieme quali sono i tanti motivi per votare NO.

          2. Parte normativa (allegato A)

      2.1. Viene ribadito che il finanziamento del fondo delle risorse decentrate non è mai garantito nella sua parte "variabile", perché dipendente dalla situazione di bilancio e dalle scelte discrezionali dell'Amministrazione (art. 5), non dall'esigenza di mantenere, almeno, i livelli salariali dei dipendenti.

     2.2. La misurazione e la valutazione del lavoro svolto viene prescritta ripetutamente, in modo persino ossessivo, e spetta esclusivamente al dirigente della struttura (art. 10).

     2.3. La progressione "orizzontale" resta selettiva, non più legata all'anzianità di servizio; è finanziata dalla parte "stabile" del fondo, ma la quota è di incerta consistenza e non è prevista alcuna scadenza o periodicità, perché tutto dipende da valutazioni discrezionali dell'Amministrazione (artt. 12 e 13).

     2.4. Viene riaffermato il postulato, falso e inaccettabile, che "premiando" una parte del personale, si possa ottenere il miglioramento dei livelli dei servizi, nonostante la costante e progressiva diminuzione degli organici (art. 14) e i tagli di bilancio di tutti i servizi comunali.

     2.5. La retribuzione delle P.O. continua ad essere finanziata dalla quota "stabile" del fondo: quindi, se le P.O. crescono di numero, secondo i piani dell'Ente, matematicamente diminuiscono le risorse per tutte/i le/gli altre/i lavoratrici/ori (art. 16). E si differenziano notevolmente le retribuzioni delle P.O., stabilendo in pratica una gerarchia tra i diversi servizi di Roma Capitale: fascia A (alta) e B (bassa) nell'area tecnico-amministrativa, solo la fascia B in quella scolastico-educativa e una sorta di super-A in quella della polizia locale (art. 18).

     2.6. Selettivi e a totale discrezione dei dirigenti sono anche gli incarichi di specifica responsabilità (art. 19).

     2.7. Indecorosa, poi, la misera retribuzione (lorda, ovviamente) di certe indennità: 300 euro annui per particolari responsabilità operative (art. 20), 30 euro mensili per rischio (art. 23) e disagi operativi (art. 25), 1 euro/g. in media per maneggio valori (art. 24).

         3. Salario accessorio (allegato B)

      3.1. La premessa è ancora e sempre quella, falsa e inaccettabile, del miglioramento dei servizi, nonostante la costante riduzione degli organici (p. 1). In realtà, a queste condizioni, si possono solo limitare i danni di degrado, impoverimento, riduzione dei servizi ai cittadini, dovuti anche ai continui tagli di bilancio che ormai colpiscono anche i nostri stipendi. Questo sforzo, ormai da anni notevole e purtroppo crescente, dovrebbe già essere considerato meritevole di “premio” per le/i lavoratrici/ori.

     3.2. Nella prima tabella sulla produttività “di sistema”, si prevedono per gli apicali B e C di area tecnico amministrativa, retribuzioni notevolmente maggiori di quelle del livello iniziale, rispettivamente, C1 e D1 (p. 2): si potrà chiedere la “retrocessione”, per guadagnare di più e avere meno responsabilità?

     3.3. I casi di assenze giustificate dal lavoro, ovvero quelle che non devono essere considerate nel calcolo del tasso di assenteismo, che riduce proporzionalmente il salario accessorio, sono stati arbitrariamente e ingiustamente ridotti: il caso più clamoroso (con profili di incostituzionalità) è quello dell’esclusione dalla casistica dei permessi previsti dalla L. 104 (p. 3).

     3.4. Nell’area tecnico amministrativa, la valutazione della produttività, determinante per la quantificazione e diversificazione nelle quattro “fasce” (p. 8) dei “premi”, è ben poco oggettiva (parametri misurabili) e molto discrezionale (giudizio del dirigente). Infatti, se si leggono le tabelle per le cat. B (p. 5), C (p. 6), D (p. 7) e le note esplicative asteriscate (pp. 7-8), risultano evidenti questi dati:

--  la valutazione di flessibilità e continuità/adeguatezza delle cat. B e C, è al 70% (non turnisti), oppure al 30% (turnisti) oggettiva; della cat. D, è al 40% (non turnisti), oppure al 30% (turnisti) oggettiva;

--  la valutazione dell’obiettivo individuale o di gruppo delle cat. B, C e D, è allo 0%  oggettiva;

--  la valutazione a consuntivo delle cat. B, C e D, è allo 0% oggettiva.

     3.5. Nell’area educativa scolastica si rende obbligatorio l’aumento delle ore a diretto contatto con i bambini fino a 30 settim., anche se differito a dopo il mese di giugno 2015 (p. 13), allo scopo di ridurre drasticamente il ricorso alle supplenti, che così perderanno il lavoro; inoltre, se nei prossimi mesi non sarà definito un nuovo e “adeguato” (secondo l’Amministrazione) modello gestionale in modo condiviso, la parte datoriale lo determinerà unilateralmente (p. 14).

     3.6. La valutazione della produttività è in quest’area molto più oggettiva – grazie sicuramente al notevole livello di combattività e opposizione espresso dalle maggioranza delle colleghe nei mesi scorsi – che discrezionale, almeno sul risultato “personale”: dalla tabella e dalle note asteriscate della cat. C (pp. 15-16) si rileva un tasso di oggettività tra l’80% e il 90%; purtroppo, però, l’oggettività crolla allo 0% nella valutazione del risultato “di struttura” (p. 16).

     3.7. Stranamente (lo hanno dimenticato?) nulla è detto sulla cat. D dell’area scolastico educativa.

     3.8. Nell’area polizia locale si stabilisce l’orario obbligatorio per tutti: 7h12 (su 5 gg./sett.), con quote obbligatorie da garantire i sabati e le domeniche (p. 18). Una parte del personale, non definita, dovrà fare la turnazione (forma alternata e avvicendata) (p. 18-19).

     3.9. La valutazione della produttività è anche in quest’area più oggettiva che in quella tecnico amministrativa – grazie sicuramente al maggiore “peso” delle funzioni di controllo e vigilanza nella città – come risulta dalle tabelle e dalle note asteriscate: 

--  la valutazione di flessibilità e continuità/adeguatezza delle cat. C, è al 65% oggettiva (p. 20-21); della cat. D, scende invece drasticamente, è solo al 30% oggettiva (p. 21);

--  la valutazione dell’obiettivo individuale o di gruppo delle cat. C e D è invece assente; va;

--  la valutazione a consuntivo delle cat. C e D, è allo 0% oggettiva.

     3.10. Le fasce di valutazione sono per quest’area cinque e non quattro; inoltre, anche per la fascia più bassa (non adeguata) è prevista una quota di retribuzione, pari al 20% su base trimestrale. Non si comprende, quindi, perché questa agevolazione non sia stata concessa anche alle altre due aree del personale capitolino, ingiustamente discriminato (p. 22).

          4. Conclusioni

        L’unico modo per cambiare davvero e migliorare sostanzialmente questo CCDI è, dunque, rifiutarlo e ottenere così di riaprire la trattativa su nuove basi. Infatti, se è vero che il D.lgs. 165/2001 consente alle amministrazioni pubbliche di imporre contratti unilaterali, impone anche che esse continuino le trattative fino alla firma condivisa di un nuovo testo contrattuale:

“(…) qualora non si raggiunga l’accordo per la stipulazione di un contratto collettivo integrativo, l’Amministrazione interessata può provvedere, in via provvisoria (…) fino alla successiva sottoscrizione” (art. 40, c. 3-ter).