Appalti, affidamenti e convenzioni di Roma Capitale su servizi socio assistenziali educativi e di integrazione

ANCORA LUCI (poche…) E OMBRE (troppe…) NEL 2015

L’anno 2015 è iniziato trascinandosi i disagi, le difficoltà e i problemi irrisolti degli anni precedenti, per il c.d. “terzo settore” e le cooperative sociali, consorzi, associazioni e le circa diecimila (stima per difetto) persone che lavorano nei servizi socio assistenziali, educativi, di integrazione e di orientamento.

La pessima tendenza, eredità del passato, di inserire nei bandi di gara di appalto, affidamento o nelle convenzioni e schemi, predisposti dal Comune di Roma nelle varie “stazioni appaltanti”, clausole ambigue per quanto riguarda la “clausola sociale” di salvaguardia occupazionale, di continuità lavorativa e salariale, sta creando forti difficoltà nelle procedure di intervento sindacale, quando ci sono i cambi di appalto e di gestione tra cooperative/soggetti affidatari uscenti e quelli subentranti (procedura prevista dal CCNL cooperative Sociali art. 37). Se si aggiunge l’uso non corretto per le offerte di gara di articoli del Decreto Legislativo 163/2006 (codice sugli appalti di servizi pubblici e di opere pubbliche), con la “confusione” dei riferimenti normativi tra le tariffe per le opere pubbliche per l’EDILIZIA (cioè le indicazioni e criteri per fare le basi d’asta per le offerte), applicate al posto dei riferimenti per i bandi di SERVIZI SOCIALI, ASSISTENZIALI ED EDUCATIVI, meccanismo che produce l’effetto di alterare le offerte economiche con parametri diversi da quelli “regolari”, sconvolgendo il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa e trasformandolo di fatto in quello del massimo ribasso sulle offerte per l’aggiudicazione di servizi (che in questo settore sarebbe vietato), con la differenziazione in “lotti” alquanto originali nella loro composizione territoriale e di importo base di finanziamento pubblico, che crea il rischio di “favorire” alcune cordate social-imprenditoriali a danno di altre per l’aggiudicazione di servizi sociali, la riduzione e il ridimensionamento complessivo delle coperture finanziarie ed economiche, proroghe mensili in attesa di questi bandi (che non garantiscono alcuna programmazione seria e di qualità del lavoro e dell’intervento sociale a favore di settori di cittadinanza già in difficoltà)…e il “gioco” è fatto.

Se a questo scenario, si inserisce il rischio che una serie di attività di natura integrativa e accessoria in questo settore, rispetto ai servizi storici (assistenza domiciliare ad anziani SAISA, ai disabili SAISH e ai Minori SISMIF di ambito municipale, all’integrazione scolastica per alunni-e con disabilità e disagi sociali con gli AEC, ai servizi per anziani nelle case di riposo, centri diurni alzheimer o per case famiglia e strutture semi residenziali per giovani o soggetti svantaggiati) e a progetti consolidati (come la gestione campi rom, sinti, caminanti e il servizio di scolarizzazione rom, di mediazione interculturale), siano affidate con bandi esclusivamente ad associazioni di “volontariato od onlus” senza utilizzo di lavoratori e lavoratrici, ma con l’uso del volontariato sostitutivo di nuova occupazione o per la possibile ri-collocazione di persone che in città hanno perso il posto di lavoro, si prevedono tempi duri per chi lavora in questo settore, che ormai di “no profit” ha veramente poco.

Preoccupa molto anche lo stato di abbassamento e di peggioramento della qualità dei servizi e delle funzioni al pubblico, fomentato da questi meccanismi contorti e da scelte poco opportune del Comune, che non hanno dato finora anche con il “rimpasto” della Giunta Marino, alcun cambio di passo reale e incisivo. “Ci fanno lavorare male e in costante precarietà, anche quando siamo stabilizzati”, denunciano pubblicamente i portavoce dell’USI, molto attivi nel terzo settore e del raggruppamento “OPERATORI E OPERATRICI SOCIALI IN LOTTA”, che comprende anche delegati-e di Cub e Cobas. E’ stato chiesto un incontro all’ASSESSORA DANESE il 12 gennaio, in assenza di risposta, è in cantiere un social corner e un presidio per i primi di febbraio. L’USI, HA PROCLAMATO STATO DI AGITAZIONE SINDACALE CITTADINO FIN DAL 5 GENNAIO, PER CONTRASTARE I RISCHI OCCUPAZIONALI E I DANNI ALLA CITTADINANZA