Intervento USICONS e USI sullo scioglimento delle biblioteche comunali di Roma, liquidaizone FARMACAP e tagli ai finanziamenti alla ZETEMA

L’Associazione Utenti e consumatori USICONS e Unione Sindacale Italiana, esprimono forte perplessità e preoccupazione per le scelte della Giunta Marino con la Deliberazione di Giunta Comunale 4766 del 30 dicembre 2014, che tra le misure prevede lo scioglimento dell’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali (le biblioteche comunali pubbliche,  Isbcc fu creata nel 1996 per dare autonomia e intervento incisivo nei quartieri periferici per l’accesso alla cultura e ai servizi bibliotecari di quartiere, circa 290 dipendenti comunali e circa un centinaio di Zètema), la MESSA IN LIQUIDAZIONE DELL’AZIENDA SPECIALE COMUNALE FARMACAP, con conseguente smantellamento dei servizi offerti (Farmacap gestisce 44 farmacie comunali in quartieri periferici, il servizio sociale per anziani fragili con teleassistenza, telecompagnia, telemonitoraggio già sospeso e un asilo nido all’Infernetto, zona ad alta densità e richiesta del servizio educativo, oltre 350 dipendenti in totale) e interventi che colpiscono anche aziende comunali come la Zètema (con modifiche ulteriori dello Statuto e un taglio di finanziamenti di 800.000= euro per Incontragiovani già Informagiovani e circa 4 milioni di euro in occasione del collegato rinnovo del Contratto di Servizio CdS,  oltre 900 dipendenti totali). Un attacco pesante che colpisce, in nome di una presunta e non verificata “razionalizzazione ed efficienza di spesa”, importanti attività per la cittadinanza, in ambito di servizi culturali e socio-sanitari-farmaceutici.

Infatti, non è difficile ipotizzare che lo scioglimento dell’ISBCC, oltre a creare problemi occupazionali per i dipendenti “esternalizzati” di Zètema, con tutti i rischi di ricollocazione lavorativa e di utilizzo professionale, con la “deportazione” del personale comunale attualmente in carenza di organico all’interno del Dipartimento Cultura del Comune e una centralizzazione amministrativa e burocratica, che non è mai foriera di buon andamento dei servizi specie di questa natura (le biblioteche comunali in questi anni si sono poste come baluardo e presidio culturale, con iniziative coordinate con le scuole, i centri anziani, in quartieri periferici lontani dai poli culturali e dai grandi eventi, con una offerta bibliotecaria di eccellenza), creerà un peggioramento della qualità e quantità di servizi e attività alla cittadinanza, senza che sia stata fatta un attenta valutazione costi/benefici in rapporto anche alla vastità della Capitale d’Italia e alla varietà e molteplicità di iniziative ed eventi sui territori di Roma.

Stesso discorso per la FARMACAP, dove il progetto di sviluppo e rilancio dell’Azienda comunale, mantenendo la sua natura pubblica, con l’intensificazione di una progettualità finalizzata a fare delle farmacie comunali e dei servizi sociali ed educativi, dei presidi socio sanitari farmaceutici importanti in quartieri anche privi di altre strutture di questo tipo, va alle classiche ortiche, con tutti i rischi di perdita di posti di lavoro e di controllo pubblico in un ambito dove il “privato” offre in determinate zone di Roma, una attività dove è il mercato e il profitto commerciale il principio dominante, non la necessità di garantire prezzi concorrenziali e servizi efficaci come dovrebbe essere con il mantenimento della Farmacap come azienda pubblica e di intervento pubblico. Anche su Zètema, i tagli di budget, i ridimensionamenti strutturali e i progetti, per il momento sospesi, di affidare 7 musei ad associazioni di volontariato, creano preoccupazioni sia per l’offerta alla cittadinanza e ai turisti/visitatori e occupazionali, con il rischio di esuberi e di licenziamenti.

L’USICONS verificherà se le scelte del Comune e dell’attuale Giunta, siano coerenti con le funzioni di Pubblica Amministrazione e di servizi efficaci ai cittadini e cittadine, ai visitatori e ai turisti della Capitale, l’Unione Sindacale Italiana fin dal 5 gennaio 2015, ha proclamato lo stato di agitazione cittadino, ha già esperito le procedure previste dalle leggi sullo sciopero e lancia un percorso di INIZIATIVE CITTADINE, chiamando altre forze sociali e sindacali a costruirlo in forma partecipata.

 

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