Informativa DPL Milano. Conciliazione 410 del cpc

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

 

DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI MILANO

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Agli Ordini degli Avvocati e Procuratori di Milano

Agli Ordini degli Avvocati e Procuratori di Monza Brianza

Agli Ordini dei Consulenti del lavoro di Milano

Agli Ordini dei Consulenti del lavoro di Monza - Brianza

All' Ordine dei Notai di Milano e Monza - Brianza

All'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Milano

All'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Monza - Brianza

All'Ordine dei Ragionieri di Milano e Monza - Brianza

Alle OO.SS. dei lavoratori di Milano

Alle OO.SS dei lavoratori di Monza - Brianza

Alle Associazioni datoriali di Milano

Alle Associazioni datoriali di Monza - Brianza

All'AGI Lombardia - Avvocati Giuslavoristi Italiani

Oggetto: Conciliazione delle controversie individuali di lavoro in materia di lavoro del settore pubblico e privato: articolo 410 del codice di procedura civile, come sostituito dall'articolo 31 della legge 4 novembre 2010 n. 183.

 

Con l'allegata circolare ministeriale del 25 novembre 2010, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito le prime indicazioni operative in merito alla funzionalità delle Commissioni provinciali di conciliazione ed alla disciplina della relativa procedura conciliativa.

Nel rinviare alla lettura della circolare l'analisi delle principali innovazioni introdotte dall'articolo 31 della legge n. 183/2010, si ritiene opportuno evidenziare alcuni degli aspetti operativi più rilevanti della nuova disciplina.

 

Contenuto della richiesta di conciliazione

La richiesta di conciliazione deve contenere gli elementi descritti dal novellato art. 410 comma 6 e precisamente:

1.    le generalità di entrambe le parti (nome, cognome, residenza; denominazione o ditta, sede legale)

2.    l'indicazione del luogo dove: •    è sorto il rapporto di lavoro ovvero

•    ha sede l'azienda o la sua dipendenza cui è addetto il lavoratore ovvero

•    il lavoratore prestava la sua opera alla fine del rapporto;

3.    l'indicazione del luogo dove devono essere fatte le comunicazioni inerenti alla procedura;

4.    l'esposizione dei fatti e delle ragioni posti a fondamento della pretesa.

 

Nel caso in cui tali elementi siano parzialmente omessi, l'Ufficio potrà procedere alla richiesta di integrazione dei dati.

La totale mancanza degli elementi essenziali sopra indicati renderà, invece, la richiesta improcedibile, salvo che la controparte si costituisca, presentando le proprie memorie.

In tal caso la Direzione provinciale informerà il ricorrente affinché proceda ad integrare la propria

richiesta.

Sottoscrizione della richiesta

La richiesta di conciliazione debitamente compilata deve essere sottoscritta da chi la propone (lavoratore, datore di lavoro o committente) in originale.

 

Rappresentanza e delega a conciliare

La rappresentanza di una persona giuridica deve essere documentata a mezzo di certificato camerale in corso di validità ovvero a mezzo autocertificazione da sottoscrivere innanzi alla Commissione Provinciale di Conciliazione.

L'autentica della delega a conciliare e transigere deve essere rilasciata al delegante unicamente da parte di un notaio o di un funzionario delle Direzioni provinciali del lavoro.

La circolare ministeriale esclude espressamente l'ammissibilità dell'autentica rilasciata dall'addetto del Comune o dall'Avvocato che rappresenta e assiste il proprio cliente.

 

Presentazione della richiesta

La richiesta deve necessariamente essere trasmessa con una delle seguenti modalità:

•    consegna a mano;

•    spedizione mediante raccomandata con avviso di ricevimento;

•    posta elettronica certificata.

Inoltre, la richiesta deve essere necessariamente trasmessa, in copia e con le medesime modalità, alla controparte.

La circolare ministeriale esclude espressamente l’invio a mezzo fax; ne consegue che le istanze eventualmente già inoltrate a mezzo fax dovranno essere ritrasmesse con le modalità sopra indicate.

 

Le memorie della controparte

Il mancato deposito delle memorie difensive della controparte entro 20 giorni dalla richiesta dà luogo air archiviazione dell'istanza per manifesta improcedibilità, stante l'imperatività della norma, la quale prevede, nel caso in cui ciò non avvenga, che ciascuna delle parti può liberamente adire l'Autorità Giudiziaria.

 

A tal proposito, si ritiene necessario evidenziare l'opportunità che la controparte inoltri copia delle memorie difensive anche alla proponente, al fine di una completa informazione e conseguente migliore trattazione dell'istanza in Commissione.

 

Accordi preventivamente raggiunti dalle parti

Nel caso in cui le parti abbiano preventivamente raggiunto un'intesa, atteso il carattere di facoltatività della nuova procedura, si ritiene che la segreteria della Commissione, verificata la completezza della stessa, possa procedere alla convocazione, senza la necessità di attendere i 20 giorni per il deposito delle memorie difensive della controparte.

In tali ipotesi, la richiesta, da presentarsi con una delle modalità sopra descritte, deve essere sottoscritta congiuntamente dalle parti.

 

Al fine di consentire ai componenti della Commissione un'esaustiva istruttoria della fattispecie, la bozza dell'accordo già raggiunto sarà inoltrata alla casella di posta istituzionale DPL-MI-accordi410@lavoro. gov.it.

Il testo definitivo dovrà essere presentato in 4 copie il giorno della seduta. Tentativo di conciliazione

Espletato il tentativo, se la conciliazione riesce, anche parzialmente, si redige processo verbale sottoscritto dalle parti e dalla Commissione (o sottocommissione) nel suo complesso. Il giudice, su istanza di parte, dichiara esecutivo il verbale.

Se non si raggiunge l'accordo, la Commissione formula una proposta conciliativa per la definizione della controversia da inserire nel verbale, con espressa indicazione delle posizioni manifestata da ambo le parti (art. 411, comma 2).

Il giudice nel successivo giudizio terrà conto del comportamento tenuto dalle parti qualora la proposta formulata sia stata rifiutata senza una adeguata motivazione.

 

Tentativo di conciliazione nel settore pubblico

Per quanto attiene ai tentativi di conciliazione del settore pubblico, in considerazione dell'abrogazione degli articoli 65 e 66 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, anche le controversie le cui istanze siano pervenute in data antecedente alla entrata in vigore della normativa sopra citata, complete a tale data della nomina del rappresentante in seno al Collegio e non ancora presentate all'esame dello stesso e quelle completate con tale nomina in data successiva, verranno trattate dalla Commissione Provinciale di Conciliazione, previa adesione delle parti alla richiesta dell'Ufficio di aderire alla nuova procedura