Mozione sottoposta al voto dell'assemblea delle RSU il 9 Dicembre 2014

Da uno dei componenti della  Rsu aderente all'USI, al Comune di Roma Capitale.

 

In allegato il testo della mozione presentata da RSU dei sindacati di base

“Dopo i rilievi del MEF l'amministrazione capitolina ha scelto di scaricare sul personale il peso di una gestione scellerata che ha dissipato centinaia di milioni di euro. L'inchiesta Mafia Capitale ha aperto finalmente uno squarcio sulle ragioni dello sfascio, portando alla luce un sistema ramificato di corruttela e controllo mafioso che ha interessato in modo trasversale maggioranze e opposizioni che si sono alternate alla guida della città e gangli vitali della dirigenza comunale. L'intreccio mafia-politica-burocrazia è così stretto e ramificato che non possono escludersi ulteriori sviluppi dell'inchiesta in altri settori dell'amministrazione.

E' paradossale che mentre sotto gli occhi di tanti che avevano il potere di controllare avvenivano fatti criminali che spolpavano le casse comunali ai danni persino dei più deboli, cioè di coloro che fuggono dalle guerre come i rifugiati, le diverse amministrazioni in questi anni si siano concentrate nell'additare le lavoratrici e i lavoratori come improduttivi e fonte di spesa abnorme. La Giunta Marino ha avviato il confronto/scontro con le rappresentanze dei lavoratori su premesse a dir poco provocatorie, da una parte mettere a posto i conti cominciando dal personale, dall'altra riorganizzare il lavoro e i servizi in modo coercitivo e burocratico sotto il tallone di ferro di questa dirigenza.

La sospensione fino al 31 dicembre del contratto unilaterale è stato un risultato ottenuto solo grazie alla grande determinazione e alle proteste delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma questo risultato oggi non è più sufficiente perché quanto sta accadendo smaschera le grandi bugie sulle quali si è basato fino a oggi il confronto:

 

1)      non e' vero che il personale è improduttivo e inadeguato. E' la stessa amministrazione nella sua controrelazione al MEF a dichiarare che dal 2008 al 2013, nonostante una rilevante contrazione della dotazione organica e la sostanziale stabilità della spesa salariale, la produttività del personale è aumentata del 13%. Significa che le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto la loro parte, garantendo la continuità dei servizi nonostante lo sfascio organizzativo voluto dal sistema criminale

 

2)      non è vero che modificare, in peggio, le regole contrattuali del personale comunale sia una priorità. La priorità è un'altra, ripulire i vertici dell'ente e adottare nuove regole di gestione finalmente trasparenti e verificabili dai cittadini.

 

La nostra controparte è screditata e inaffidabile. Al di là dei risultati dell'inchiesta giudiziaria e delle responsabilità penali in corso di accertamento, c'è da chiedersi come mai il sistema dei controlli ai massimi vertici, Segretario Generale, Ragioniere Generale, Gabinetto del Sindaco, Direttore Esecutivo, Revisori dei conti si è dimostrato incapace di arginare la rete mafiosa. Ci chiediamo come possa ancora definirsi una priorità adottare un nuovo contratto decentrato, pur in assenza dell'atteso rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Prima di adottare un nuovo contratto decentrato le lavoratrici e i lavoratori comunali vogliono che sia fatta radicale pulizia ai vertici dell'Ente, verificando l'operato dei massimi responsabili amministrativi. Solo dopo che sarà chiarito con chi abbiamo a che fare sarà possibile avviare un confronto basato su ben altri presupposti, sul valore e sulla dignità del lavoro dei dipendenti. Le lavoratrici e i lavoratori comunali non ci stanno a farsi giudicare da una dirigenza che quando non è stata direttamente complice dei mafiosi è rimasta a guardare!

Per questi motivi, a tutela della dignità e degli interessi di tutto il personale comunale, l'assemblea delle RSU di Roma Capitale riunitasi in data 9 dicembre 2014, chiede all'Amministrazione comunale l'annullamento della Delibera di Giunta n. 236 che vuole disciplinare in modo unilaterale il lavoro dei dipendenti capitolini e successive delibere di modifica e integrazione. In caso di mancato accoglimento della richiesta l'assemblea RSU si determinera' nel senso di interrompere le trattative in corso e proclamare lo stato di agitazione del personale, premessa di ulteriori e più incisive azioni di lotta compreso lo sciopero, che verranno decise se le richieste fatte non verranno accolte dalla controparte.”

 

La mozione e' stata messa al voto ricevendo 37 voti a favore e 68 contrari pertanto e' stata bocciata. I voti contrari sono stati espressi dalle Rsu di Cisl e Cgil.

 

Tutte le altre Rsu, Asbel-Cnl, Usb, Usi, Uil, Diccap, Csa Ospol hanno votato a favore